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La storia

PDF Invia per E-mail Stampa Scritto da Comune di Capraia Isola    Mercoledì 30 Aprile 2008 10:00

L'isola di Capraia è ricca di storia e ha origini    antichissime. Popolata già durante la preistoria dal 2500 a.C., come testimoniano le punte di armi in selce e ossidiana, fu abitata da diversi popoli di navigatori fra i quali Tirreni, Umbri, Greci e Cartaginesi, che ne fecero punto di sbarco e di sosta, e gli Etruschi che ne sfruttarono il legname per rifornire le fonderie dell'isola d'Elba. L'etimologia del nome dell'isola sembra legata al termine greco Aegylon, "iszenobitoola delle capre". Data la mancanza di una vera colonizzazione ellenica dell'isola, il nome è probabilmente dovuto alla consuetudine romana di utilizzare frequentemente grecismi, nonché al termine etrusco "carpa", che significa "pietra", pertanto "isola delle pietre". Nel 67 a.C. il console romano Gneo Pompeo impose il controllo sull'arcipelago toscano, dando inizio ad un periodo di tranquillità, passato alla storia con il nome di "Pax Romana", durato fino al 400 d.C.. In questo periodo fiorirono le ville patrizie, soprattutto ad opera della gens da cui discese l'imperatore Nerone i Domizi Aenobardi, furono incrementati gli insediamenti nella zona della Piana e cominciarono ad affluire monaci cristiani (Zenobiti) in cerca di pace e solitudine della popolazione.

Il IX secolo è stato teatro delle sanguinose razzie dei pirati la_reginasaraceni: in questo periodo l'isola fu abbandonata dai suoi abitanti e rimase deserta per circa due secoli, quando Pisa riuscì a respingere i Mori fino alle Baleari rendendo possibile il ritorno della popolazione. Fu proprio a causa delle continue incursioni saracene che la popolazione preferì spostarsi dalla zona della Piana all'attuale zona del porto, mentre i Pisani si impegnavano nella fortificazione dell'isola. Protezioni e difese dell'isola furono rinforzate anche dai Genovesi del Banco di San Giorgio, che assunsero il controllo del territorio dopo vicende alterne nel XVI secolo, che costruirono la Torre del porto, la Torre dello Zenobiti ed il Forte dello Zenobiti, ma furono costretti a vendere l'isola alla Repubblica di Genova proprio a causa dello sforzo economico sostenuto. Nel 1867 l'isola fu occupata dai Corsi di Pasquale Paoli, tuttavia l'anno successivo fu ceduta ai Francesi per disposizione del Trattato di Versailles, e ritornò nelle mani dei Genovesi tre anni dopo. In seguito si alternarono Inglesi, Genovesi e Francesi fino al Congresso di Vienna in cui fu stabilito il passaggio di Capraia al Regno di Sardegna che istituì il porto franco e la manifattura del tabacco per ripopolare l'isola. Nel 1873, dopo la nascita del Regno d'Italia, il Comune di Capraia cedette con una convenzione al Ministero dell'Interno un terzo del territorio per la realizzazione di una Colonia Penale Agricola che fu smantellata nel 1986.